I nomi del fuoco

Quando
scombussolato da un volo dolcissimo di api
sono incinto di un verso
imBiagito
tra una resulta d’ossa
e un colore che mette le ali,
io penso ad andreotti

Quando
sceverando isotopi radioattivi
giungo a un segnale forte
pienotto vitaminico
rassicurante e tonico
io penso a de michelis,
ma tampono andreotti

Quando nell’Oulipo di zanzotto
si accende la lampadina
e le parole si colpiscono a vicenda
sbranandosi con educato mestiere,
pur nella sintomaticità di una scheggia
io oppongo quattro versi in italiano
e due giaculatorie in stretto trevigiano.
E riecco andreotti

Quando
per titoli esemplari
(templari del dissenso)
ripenso a questa vita bella e disperata
di eterni raccomandati,
strapenso ad andreotti

e quando poi alla fine
finisco di pensare
e una sottile incandescenza
parla dentro di me
agonista e deuter
della mia stessa scrittura,
chiedo all’ispirazione
di dirmi le parole
i Nomi della vita che lei conosce bene
per virtù gnoseologica, anche quelli
che scottano, che sono reticenti
che sono i più gelosi
perché più Cosa Nostra non si può

e penso che andreotti
li ha tutti nell’agenda

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