Impasse tra le rime (al cuore del poeta)

Tu lo conosci bene.
Spesso ti manda a dire di prepararti alla gioia
– e di far presto – perché il dolore è su un binario morto
e c’è sciopero del personale.
Tu allora parti in quarta a caccia di segnali
e di luci che adombrino conferme
ché troppo bello ti sembra l’ordito un po’ datato
della quiete dopo la tempesta con annesse luminarie
e vuoi vederci chiaro.
Il dolore, che rumina il suo ozio
borbotta disfattista che si tratta di seduzione
involontaria e distratta da prender con le molle,
che non ti può appartenere; che alchimie e rigurgiti
di sole targati disinganno sono da esorcizzare
peggio di malebolge: una congrega di streghe
vestite da morgane che preparan sfracelli
insolazioni e ignobili misfatti…
Insomma, in questo bel bailamme di impasse multicolore
il tuo povero cuore ripara in calcio d’angolo,
il solo stratagemma che conosce;
poi passa in fuorigioco permanente
e fa il pesce in barile.
Aspetta che sia tu a rilanciare la palla
così smagata di sorrisi e colori
nel suo mare

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