Diamoci appunta-mento (sardinia forever)

Diamoci appuntamento sulle labbra
Bastianedda dagli immani cataclismi salivari
folgore delle mie gengive e della mia dentiera
made in Orgosolo sì (tu, non la dentiera)
ma così bianca e eterea
da dare punti e orgasmi di sconforto
a schiere di mannenquin del gran Cardin
mia cavalletta!
Diamoci appuntamento sul tuo cuore selvaggio al cortisone
mia tartaruga saggia
mia Ferrari col Senna nel motore
meglio ancora se in quel punto d’incontro
contraddittorio/assurdo (punto di non ritorno)
delle tue scoordinate spazio/tempo/amore a scapicollo
viste e considerate le gomitate e le sinergie di troppo
che opponi alle mie mani immense che ti cercano!
Diamoci ‘sto appuntamento
ma diamocelo santiddio unabuonavolta
dove ti pare a te
magari in quel pineto scalcinato che tanto ti appassiona e ti spaventa
là dove la pioggia acida sfrigola sulle foglie
veleno e favola, con gran travaglio del Vate
che fumigando s’inargenta in sibemolle…
E se il tuo mento porrai, come tuo solito
come vitigno sul mio omero ossuto perforandolo
sommando pena a pena in un momento topico
di cosmico spavento, sarà ancora per dirmi :
-Resta, restiamo
ma andiamo via lontano, col mio vento.
Prendimi
come un reame d’ansiolitico,
per abiogenesi mediata da zanzotto,
per sortilegio d’Orazio Converso,
per somma fotosintesi che da clorofilliana
s’inveri in stroboscopica, ruotante all’incontrario
per nascere di nuovo come l’ha fatta mammà
come desideri tu, fatta di sole d’aria e di tiramisù
ebbra smagata immensa dentro al cuore
laggiù dove il silenzio è più forte
e l’urlo del nuraghe uccide questa morte

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