Testi Inediti:

Mitico Peppino - Il rosario delle vecchiette - Quando la poesia non quaglia - Crisi di coppia a canale cinque
Il massimo della vita - Precariato e produzione di reddito - Senza titolo

Traduzioni:

Apuan Alps Street - On the road - Cadaques

TESTI INEDITI da Dilettuosamente
1999-2007

MITICO PEPPINO

Quando il pettine si riempirà di nodi
vorrà dire che tutti i nodi son venuti al pettine!
vaticinava acutamente giuseppe conte
di fronte a una platea che pendeva dalle sue labbra
tutta tesa a capire dove andava a parare
la latitanza di quel significante
travestito da espressione figurata
non precisamente affascinante

Ma il mitico giuseppe
non amava decriptare i suoi agudezas desultori.
Una scontrosa passione per la condizione umana
gli dettava allarmanti così è se vi pare
da esplicitare solo alla fine
nei tempi lunghi dell’altrui pazienza;
e passò oltre
lasciando lo scoppio ritardato
drammaticamente in balìa di matasse di sebo
gordianerie e untuosità varie

 

 

IL ROSARIO DELLE VECCHIETTE

Se nunc et in hora
diventa ‘ncatanòra
è scorbuto celeste
ma anche picco Dada di grande suggestione.
Lo sanno le fiammelle delle candele
nel divertito tremore
che sposa il fai da te del latinorum
al top dell’invenzione verbale
(s)conciata per le feste

 

 

QUANDO LA POESIA NON QUAGLIA
a Charles Baudelaire


A me la sintesi fulminea!
A me la digitale purpurea!
A me l’algoritmo paleozoico
il gargarismo di Polifemo
l’urlo della Sirena
la vampa ghiaccia del suo fantasma
la gomitata ad hoc dell’alma de mi alma !
Qui ci vuole una scossa!
Inferi, intervenite, spaziateci il cervello
la spaziani ci parcheggia nel soggiorno!
Aiuto! Il diorama beccheggia
e non si tratta di dado
ma del brodo non tratto che traccheggia!

Quindi, gran Charles
vista la situazione
scollati da trés maudit
fammi una visitina qualche volta
cabra su questa pagina
digrigna queste rime sonnolente
smanettale
scarduffale
fanne una primavera esantematica
tanto poi ci pensano i medicamenta della valduga!

 

 

CRISI DI COPPIA A CANALE CINQUE

Il plusvalore è evidente:
la terapia del valzer travolgente
è avallata dalla Brava Presentatrice
e il tubo catodico è il garante

Ben venga quindi la metafora della danza
per proporre una strategia di coppia:
danzare insieme
tra comunicazione conflitto e mediazione!

( se proprio non funziona
c’è la Sacra Rota di Sua Santità
che risolve
con la modica quantità
dell’obliterazione )

 

 

IL MASSIMO DELLA VITA

A gran velocità si arriva in cielo
con gran sconquasso per la fibrillazione.
La Prima Comunione è assicurata
magari riciclata
pur sempre repertorio intatto e contundente

Come un guanto indossato e non più tolto
il Sogno riorganizza il suo reame
pensile di giardino esclusivo e intransigente:
non tollera magheggi o dixtat che adombrino consegne:
solo quelle ritmate dallo share
del gossip targato Mediaset

 

 

PRECARIATO E PRODUZIONE DI REDDITO

Anche se è un segno, (non positivo)
di contaminazione  dal basso
di pensieri e parole che dovrebbero volare alto,
l’ultima ratio declinata da Celeste
ha margini d’inchiostro inattaccabili:
“Non si può continuare a infiorare di addendi la morale.
Bando a prospettive opache e ansiogene:
il mio fondoschiena vale più di due lauree”

 

 

Poeta, dove vai?
Come un asse da stiro
non sai mai dove metterti
dove ti metti impicci
nei secoli dei secoli
la tua ubicazione domestica
è una ipotesi che non si addomestica mai
è un vitalizio di precarietà
un destino di provvisorietà
di inadeguatezza nomade, zingaresca
quando infesti casa con i tuoi libretti
con i tuoi foglietti
con la tua poetry à porter
e nel turbine collezioni rimbrotti
mugugni, qualche volta anatemi
quando va bene teoremi di fulgidi sfottò…

Ma i tuoi angiomi cartacei immedicabili
marcano il territorio e non ne vogliono sapere.
Sono squilli teneri di neve
in un falò

 

 

TRANSLATIONS
Tr. from the italian by Emanuel di Pasquale
From Chelsea nr.76 – New York , 2004

APUAN ALPS STREET ( PENCIL AND PAPER )
March 1964


My poetry wanders without a tie this morning.
It has just awakened.
The air tastes of mint;
it rhymes with words on the prowl.
It tells me life still cares for me ;
It has not forgotten I am here
to find it – and my rippling thoughts were
cartwheels of the sun on my lips,
husk of a fable I clutched in my fingers.

Yellows and reds drip from balconies
a silent feast
they seem in love.
From behind a window
a child greets me and brightens;
he has my story in his hand
the sky for curtain.
I am that child.
A closed-mouthed choir.

 

From Il parolaio, Campanotto, 1994

 

VIA DELLE ALPI APUANE ( CARTA E MATITA )
Marzo 1964


La mia poesia gira senza cravatta stamattina;
si è appena svegliata.
L’aria sa di menta;
fa rima con le parole in libera uscita.
Mi dice che la vita mi vuole ancora bene.
Non ha dimenticato che venivo qui
a trovarla, ed eran capriole di sole sulle labbra
i miei pensieri a frotte,
il lemma di una favola, stretta tra le dita

I gialli e i rossi dai balconi stillano
sono una festa muta
sembrano innamorati.
Da dietro un vetro un bimbo
mi saluta e si illumina;
ha la mia storia in mano
il cielo per sipario.
Sono io quel bambino.
Un coro a bocca chiusa.

 

 

ON THE ROAD

I am always quite careful
not to engage the eyes
of those women who look around
to see if they are being checked out,
especially when I am driving,
and they are quite Dallas
quite, “Look but do not touch”
because they think they are the only ones who have “it”.

And if sometimes I happen
to look at them without meaning to,
to put them down I blow them
a raspberry that freezes them
wild with pleasure to think
of their quivering garter-belts
of an upside-down orgasm
of their looking around
to see if anyone has seen anything

 

From Scapricciatielle, El Bagatt, 1995

 

ON THE ROAD

Sto ben attento
a non incrociare lo sguardo
delle donne che guardano
per vedere se sono guardate;
specialmente quando guido
e loro sono molto Dallas
molto guardare ma non toccare
perché credono di avercela in esclusiva

E se a volte mi accade
di guardarle senza volerlo
per non dargliela vinta gli sparo
una linguaccia che le gela
e godo come un matto nel pensare
a un fremito di giarrettiera
a un orgasmo alla rovescia
al loro guardarsi intorno
per vedere se qualcuno se n’è accorto

 

 

CADAQUES

Don’t leave me.
If you leave me,
I too will leave myself
and instead I want to hold myself
hold myself tightly
love myself – always, a little.
Don’t even say you will leave me;
just the worst thing;
from bad to worse, that little I am
would die.
Still, see:

there’s a place in the world, there,
where the Divine or those who love Him run free
and the waves are nests of joy, they have the grace
of wind and wings to take us away.
Only here you could leave me, if you wanted.
In your absence I would ask the roots, the earth,
to shut the lights,
and I would ask the penumbra the accidental joy
of one day finding you again enormous inside my eyes
still open to that fervor, to the dream.

 

From I colori dell’oro, 1975/1987, Caramanica, 2004

 

CADAQUES

Non lasciarmi.
Se mi lasci
anch’io mi lascerò
e invece vorrei tenermi
tenermi stretto
amarmi – sempre, un po’.
Non dirmi neanche che mi lascerai;
peggio che peggio;
di male in peggio, per quel poco che sono
ne morrei

Eppure, vedi:
c’è un luogo del mondo, laggiù
dove irrompe il Divino o chi per Lui
e le onde sono nidi di gioia, di vento
hanno grazia ed ali per portarci via…

Solo qui potrai lasciarmi, se vorrai.
Alle radici, alla terra
chiederei di zittire le luci in tua assenza
e alla penombra la gioia casuale
di ritrovarti un giorno immensa dentro gli occhi miei,
ancora aperta a quel fervore, al sogno